Le trimestrali al tempo del COVID-19

Tempo di trimestrali anche per le società dell’Industria dei Semiconduttori: nell’ultima settimana di aprile e nella prima di maggio si sono rincorsi gli annunci con i risultati relativi ai primi tre mesi dell’anno 2020. Risultati che, nonostante nel mese di marzo fossimo già in piena pandemia, sono stati solamente scalfiti dall’emergenza sanitaria. Sarà che molti Clienti proprio a marzo hanno fatto scorta di semiconduttori nel timore di interruzioni delle consegne, sarà che alcuni settori come quelli dei Data Center e dei PC hanno visto un vero e proprio boom a causa di milioni di persone che si sono messe a lavorare da casa, sta di fatto che nel complesso i risultati della gran parte dei produttori di semiconduttori sono in linea con le aspettative. Altri, addirittura, come Intel, hanno avuto degli incrementi delle vendite da record, con conseguenti ricadute sugli utili e sui dividendi distribuiti.

Quello che è sceso pesantemente sono le quotazioni di Borsa che in poche settimane si sono quasi dimezzate: ad esempio Microchip è passata da 109,82 a 55,77 dollari per azione e NXP da 137,08 a 73,58 dollari. Sulla stessa linea si sono mosse tutte le altre società. Sono tuttavia bastati pochi segnali positivi per fare schizzare le quotazioni all’insù con recuperi significativi e quotazioni che, al momento in cui scriviamo, hanno quasi raggiunto i valori pre-pandemia. In alcuni casi, addirittura, i precedenti record sono stati raggiunti e superati: NVIDIA, ad esempio, è passata da 314,70 dollari del 19 febbraio a 196,40 del 16 marzo, per quotare 352,22 il 19 maggio; Marvell ha quotato 25,13 dollari il 20 febbraio per scendere a 17,25 il 18 marzo per poi risalire a 27,37 il 19 maggio.  Insomma: il paradiso per gli speculatori e per chi era sufficientemente liquido.

Per quanto riguarda le vendite, il momento della verità sarà il secondo trimestre 2020, il periodo dell’anno che ha colpito e sta colpendo più pesantemente le economie mondiali. Con alcuni settori, come quello automobilistico che hanno visto scendere le vendite dell’80-90%, cosa assolutamente inimmaginabile poche settimane fa.  Fortunatamente, quasi a dispetto di chi è contrario alla globalizzazione, la pandemia ha colpito la Cina e l’Asia con un anticipo di quasi un paio di mesi, per cui nei momenti di massima crisi in Europa e USA, il mercato cinese era già tornato alla quasi normalità, consentendo che la catena degli approvvigionamenti – la supply chain – non entrasse in crisi.

Tutto considerato è plausibile per il 2020 un calo globale del fatturato dell’Industria dei semiconduttori compreso tar il 5 e il 10%. Un valore che, se confermato, dimostrerebbe ancora una volta la resilienza di questo settore economico.

Per quanto riguarda i segmenti di mercato, il settore più colpito sarà sicuramente quello dell’industria automobilistica, già soggetto a forti tensioni interne dovute agli enormi investimenti necessari all’elettrificazione di massa in corso.  Nel breve termine, le aziende che operano in questo settore saranno le più penalizzate mentre le aziende che hanno puntato su componenti e sistemi per Data Center, Storage, connettività e (guarda chi si rivede) Personal Computer, non potranno che trarre benefici da questa situazione. Anche le aziende che operano nel settore medicale riprenderanno a correre.

Una incognita riguarda il mercato consumer ed in particolare quello degli smartphone: se gli investimenti nelle reti 5G continueranno al ritmo del 2019, le vendite riprenderanno in maniera vigorosa già dal 2020, in caso contrario anche questo mercato attraverserà un periodo di stagnazione.

Non resta che attendere le prossime trimestrali, ad iniziale da quella di Analog Devices, una delle poche società la cui trimestrale Q2 comprende i mesi di febbraio, marzo e aprile 2020 e che verrà rilasciata il 20 maggio.

Le cifre delle trimestrali di:

 

 

 

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